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CdG CE – Sez. I – sentenza 2.10.2008 – causa C – 372/07 – Aggiornamento Koine’ 24/01/2009

Corte di Giustizia CE – Sez. 1° sent. 2.10.2008 causa C- 372/07 (reg. n. 44/2001 art. 22 n. 2) Richiesta di pronuncia pregiudiziale sulla corretta interpretazione della norma del reg. n. 44/2001, concernente la competenza giurisdizionale in materia civile e commerciale, la Corte ha ritenuto che, nel caso specifico di impugnativa di una delibera societaria, il titolo di giurisdizione esclusiva…

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Sentenza dell’11.12.2008 della Corte di Giustizia delle Comunità Europee – Sez. III – causa C. 297/07

Sentenza dell’11.12.2008 della Corte di Giustizia delle Comunità Europee – Sez. III – causa C. 297/07 Nell’ambito della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen, art. 54, la Corte ha ribadito il principio del ne bis in idem, stabilendo che nel caso in cui una sentenza di condanna in contumacia, espressa da uno Stato membro, prevedeva la possibilità di celebrare un…

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Sentenza Corte di Giustizia delle Comunità Europee del 20.11.2008 – Sez. III- Causa C-1/07

Sentenza Corte di Giustizia delle Comunità Europee del 20.11.2008 – Sez. III- Causa C-1/07 Chiamata a pronunciarsi pregiudizialmente sull’interpretazione della direttiva CE 29.7.1991,91/439/CEE – concernente la patente di guida – la CdG ha stabilito che le autorità nazionali di uno Stato membro hanno il diritto di non riconoscere una patente di guida rilasciata in un altro paese membro ad un…

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L’esercizio di attività di avvocato in altro paese membro U.E. (C.G. sent. del 19.9.2006).

Esercizio dell’attività di avvocato in altro paese membro dell’U.E. Per l’esercizio dell’attività di avvocato in uno Stato membro non è necessario dimostrare la conoscenza della lingua. (Corte di Giustizia EU – Grande Sezione sent. del 19.9.2006). Anche se si tratta di una sentenza non più recente, riteniamo opportuno segnalarla per l’importanza che riveste. In effetti la Corte – su ricorso…

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Il fallimento di società trasferita all’estero (Cass. SS.UU. ordin. n. 25038 del 13.10.2008).

Si alla dichiarazione di fallimento in Italia anche se la società viene trasferita all’estero (Cass. SS.UU. ordinanza 13.10.2008 n. 25038). Il mutamento di sede di una società, in un Paese esterno all’Unione Europea, avvenuto anche prima del deposito, in Italia, dell’istanza di fallimento, non preclude la dichiarazione di fallimento della società da parte del giudice italiano purché venga provata la…

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Sentenza CdG 8.4.2008 : Assegnazione commesse senza gara.

Agusta: l’assegnazione di commesse senza gara è in contrasto con la normativa comunitaria. Sent. 8.4.2008 CdG – Grande Sezione – causa C-337/05 Vale la pena segnalare questa sentenza perché ribadisce un principio poco applicato dagli Stati membri dell’U.E. che spesso cercano di favorire per le forniture l’industria nazionale. Ma la sentenza si segnala altresì per un altro punto di estremo…

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Sentenza CEDU del 5-6-07 (tic. N. 14626/03 c/Governo Italiano)

La Corte, accogliendo parzialmente il ricorso, ha ritenuto innanzitutto che il risarcimento liquidato dalla Corte d’Appello – a seguito del ricorso avanzato dai ricorrenti in forza della legge Pinto - non dovesse ritenersi né adeguato né sufficiente riconoscendo ad ogni ricorrente, in luogo dell’importo liquidato di € 1.032,92 dalla Corte d’Appello di Roma, una somma di € 3.600,00 ed una…

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Sentenza n.169 del 23.05.08 della corte costituzionale (incostituzionalità parziale art. 4 comma 1° 1.898/70)

Con recente sentenza n. 169 del 23.5.2008 la Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell’art. 4 comma 1° della l. 1° dicembre 1970 n. 898 limitatamente alle parole “del luogo dell’ultima residenza comune dei coniugi ovvero in mancanza” accogliendo la eccezione di illegittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Pisa con ordinanza del 17.3.2007 per violazione degli artt. 3 e…

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Sentenza CEDU del 5-6-07 (tic. N. 14626/03 c/Governo Italiano)

La Corte, accogliendo parzialmente il ricorso, ha ritenuto innanzitutto che il risarcimento liquidato dalla Corte d’Appello – a seguito del ricorso avanzato dai ricorrenti in forza della legge Pinto - non dovesse ritenersi né adeguato né sufficiente riconoscendo ad ogni ricorrente, in luogo dell’importo liquidato di € 1.032,92 dalla Corte d’Appello di Roma, una somma di € 3.600,00 ed una…

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