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Il fallimento di società trasferita all’estero (Cass. SS.UU. ordin. n. 25038 del 13.10.2008).

Si alla dichiarazione di fallimento in Italia anche se la società viene trasferita all’estero (Cass. SS.UU. ordinanza 13.10.2008 n. 25038). Il mutamento di sede di una società, in un Paese esterno all’Unione Europea, avvenuto anche prima del deposito, in Italia, dell’istanza di fallimento, non preclude la dichiarazione di fallimento della società da parte del giudice italiano purché venga provata la…

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Sentenza CdG 8.4.2008 : Assegnazione commesse senza gara.

Agusta: l’assegnazione di commesse senza gara è in contrasto con la normativa comunitaria. Sent. 8.4.2008 CdG – Grande Sezione – causa C-337/05 Vale la pena segnalare questa sentenza perché ribadisce un principio poco applicato dagli Stati membri dell’U.E. che spesso cercano di favorire per le forniture l’industria nazionale. Ma la sentenza si segnala altresì per un altro punto di estremo…

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Sentenza CEDU del 5-6-07 (tic. N. 14626/03 c/Governo Italiano)

La Corte, accogliendo parzialmente il ricorso, ha ritenuto innanzitutto che il risarcimento liquidato dalla Corte d’Appello – a seguito del ricorso avanzato dai ricorrenti in forza della legge Pinto - non dovesse ritenersi né adeguato né sufficiente riconoscendo ad ogni ricorrente, in luogo dell’importo liquidato di € 1.032,92 dalla Corte d’Appello di Roma, una somma di € 3.600,00 ed una…

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Sentenza n.169 del 23.05.08 della corte costituzionale (incostituzionalità parziale art. 4 comma 1° 1.898/70)

Con recente sentenza n. 169 del 23.5.2008 la Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell’art. 4 comma 1° della l. 1° dicembre 1970 n. 898 limitatamente alle parole “del luogo dell’ultima residenza comune dei coniugi ovvero in mancanza” accogliendo la eccezione di illegittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Pisa con ordinanza del 17.3.2007 per violazione degli artt. 3 e…

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Sentenza CEDU del 5-6-07 (tic. N. 14626/03 c/Governo Italiano)

La Corte, accogliendo parzialmente il ricorso, ha ritenuto innanzitutto che il risarcimento liquidato dalla Corte d’Appello – a seguito del ricorso avanzato dai ricorrenti in forza della legge Pinto - non dovesse ritenersi né adeguato né sufficiente riconoscendo ad ogni ricorrente, in luogo dell’importo liquidato di € 1.032,92 dalla Corte d’Appello di Roma, una somma di € 3.600,00 ed una…

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