LE GUERRE DI TRUMP E IL CAMBIAMENTO CLIMATICO
Sembra paradossale occuparsi in questi momenti della salute del nostro pianeta, ma non bisogna dimenticare che essa è strettamente connessa con l’attività dell’uomo. Nel mese di maggio in Europa non è stato mai così caldo – e sarà sempre peggio. La bolla di aria torrida, che si è abbattuta sull’Europa, ha fatto già undici morti. Anche in Italia in questo mese c’è stato il bollino rosso per quattro città. Dalla penisola iberica a quella greca, dall’Italia ai Paesi Bassi, si è trattato di un fenomeno inedito: “fenomeni simili sono più tipici nel mese di luglio“, spiega il meteorologo Carlo Cacciamani.
***
Catastrofi naturali in un paese fragile
Il Natural Risk Index fotografa un paese ad alta vulnerabilità. Il rischio segue la ricchezza: le più esposte sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. “Avremo ondate di calore sempre più frequenti” per Carlo Buontempo, il direttore del Climate Change Service di Copernicus, che sarà al Festival di Green&Blue, “la tendenza è chiara. Questo e il prossimo anno rischiano di essere i più caldi“. Lo scioglimento dei ghiacci è uno dei problemi indotti dal cambiamento climatico, in posti molti vicini a noi, come ad esempio le Alpi.
***

***
Pure l’UE diventa negazionista: “quando la transizione ecologica” costituiva il nucleo del tentativo europeo di superare la crisi e rilanciare lo sviluppo puntando sulle “tecnologie verdi“, Mario Draghi riceveva a Milano Greta Thunberg riconoscendo che la transizione ecologica non è una scelta, ma una necessità. Sempre Draghi aggiungeva che “abbiamo solo due possibilità: o affrontiamo adesso i costi di questa transizione o agiamo dopo, il che vorrebbe dire pagare il prezzo molto più alto di un disastro climatico“.
***
Le guerre scatenate in questi ultimi anni dall’impero statunitense hanno ripreso ad avvelenare le comunità su scala globale, e tutto questo al servizio dell’insaziabile brama di risorse del capitalismo che mette in discussione ogni forma di vita sul nostro pianeta – il quale rischia di diventare inabitabile.
***
L’esercito statunitense è il più grande consumatore di combustibili fossili del pianeta, con un consumo di quasi 270.000 barili di petrolio al giorno, pari a 55.000.000 di tonnellate di CO2 all’anno. Il Dipartimento della Difesa USA (ora Dipartimento della Guerra) ha dichiarato di scaricare nell’ambiente 12,7 tonnellate di rifiuti tossici ogni anno negli Stati Uniti, senza contare le basi all’estero, e le migliaia di sostanze chimiche non dichiarate.
***
Negli ultimi mesi il legame tra l’imperialismo USA e la crisi climatica è stato sempre più evidente per le innumerevoli guerre illegali promosse dal Presidente USA per riaffermare il suo potere mondiale. Ripetendo, Trump, che non esiste una crisi climatica e che si tratta di fenomeni naturali, senza alcun rapporto con l’attività umana.
***
Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, un decesso su otto nell’UE e nel Regno Unito è legato a problemi ambientali. Nel rapporto steso dall’Agenzia, le persone più povere sono esposte in modo sproporzionato all’inquinamento dell’aria e alle intemperie estreme, comprese le ondate di calore e il freddo estremo. “Tutti devono capire che prendendoci cura del nostro pianeta non stiamo solo salvando gli ecosistemi, ma anche le vite soprattutto quelle più vulnerabili” dichiara il Commissario europeo all’Ambiente.
***

***
“Le guerre di Trump e Netanyahu, in Iran“, scrive Greenpeace, “stanno portando di nuovo alle stelle i prezzi del petrolio e del gas, con conseguenze sul costo dei trasporti e delle bollette. Ogni nuovo conflitto ci ricorda quanto siamo ancora dipendenti dal petrolio e del gas” mentre abbiamo bisogno di pace e di puntare con convinzioni sulle energie rinnovabili. La guerra in Iran deve finire, al più presto, prima che abbia conseguenze più gravi sulla popolazioni iraniana e sull’economia mondiale.
Giugno 2026
Avv. Eugenio Oropallo