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NUOVO GIRO DI VITE PER CUBA

Dopo aver tentato di arrestare l’ex Presidente di Cuba Raúl Castro, gli USA hanno messo sotto pressione il popolo cubano per provocare il crollo economico del regime seguendo la storica dottrina Monroe: l’obiettivo è un cambio di regime con l’isolamento finanziario ed economico dell’isola e il malcontento interno della popolazione, piuttosto che con un’invasione militare diretta.

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Tra le tante bizzarrie di Trump c’è la richiesta fatta ai Paesi fratelli di rinviare a casa circa 400 medici cubani che collaborano in Italia da diversi anni, richiesti dalla Regione Calabria per consentire il funzionamento del sistema sanitario in sostituzione dei medici irreperibili in Italia.

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Ad opporsi a questa richiesta è stato il Presidente della Calabria Roberto Occhiuto, affermando che senza questi professionisti gli ospedali regionali sarebbero costretti a chiudere. Occhiuto ha dichiarato di voler incrementare quest’anno la missione dei medici cubani fino a mille camici bianchi.

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Durante la pandemia le brigate sanitarie internazionali hanno operato in decine di Paesi in molte parti del mondo, Italia compresa. È un modello di cooperazione che si muove in direzione opposta alla crescente militarizzazione delle relazioni internazionali e all’uso della forza. Appare davvero una beffa che quelle operazioni, in passato definite come “missione di pace”; anche adesso, il blocco totale su Cuba viene giustificato come una operazione per la libertà del popolo cubano.

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Cuba rappresenta un banco di prova anche per Gaza. La missione dei medici cubani non è stato solo un gesto simbolico, ma anche l’affermazione di un principio: il diritto internazionale deve valere per tutti, e le sanzioni non possono trasformarsi in punizioni collettive. Se vogliamo un ordine internazionale fondato sulla giustizia sociale e non sulla supremazia militare, la solidarietà non è solo un sentimento ma anche una scelta politica.

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Il genocidio del popolo cubano

Il blocco degli USA ha causato negli ultimi anni danni economici enormi, è diventato il principale ostacolo allo sviluppo economico e sociale del Paese. Il suo impatto umano è incalcolabile. L’80% dei cubani ha vissuto tutta la propria esistenza sotto gli effetti del blocco. Donald Trump il primo gennaio di quest’anno ha aggravato la situazione, spingendo l’assedio economico e causando la sofferenza umana di queste azioni unilaterali. I cubani subiscono in media più di 20 ore al giorno di blackout, mentre il tasso di mortalità dei bambini è raddoppiato fino a raggiungere oggi il 9,9 per mille. Mentre più di centomila bambini cubani non ricevono un litro di latte al giorno.

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Con un altro ordine, Trump ha criminalizzato le donazioni che i cittadini, enti pubblici e governi potrebbero fare arrivare a Cuba nel mezzo della grave crisi generata dal blocco più stretto del Paese. Quale sarà, dunque, il futuro di Cuba? Non ci è dato saperlo. È forse quello di resistere all’imperialismo americano. Sperando che l’ONU e la comunità mondiale intervengano per bloccare questo ennesimo bagno di sangue.

Giugno 2026

Avv. Eugenio Oropallo

NUOVO GIRO DI VITE PER CUBA

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