IL PASSATO CHE RITORNA
Come scrive l’ANSA, in vista del 25 aprile, si riaccende il clima tra maggioranza e opposizione. Il Presidente del Senato Ignazio La Russa, vorrebbe commemorare anche i caduti di Salò, come dichiara di aver fatto quando è stato Ministro della Difesa. Innescando così la reazione del PD, aggiungendo che andava a rendere omaggio al monumento dei partigiani portando una corona e poi al Campo Dieci, dove sono sepolti molti ignoti e molti caduti della Repubblica Sociale italiana.
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Per Federico Fornaro, deputato del PD “sono dichiarazioni gravi e inaccettabili, soprattutto perché arrivano dalla seconda carica dello Stato alla vigilia della Festa della Liberazione. Non esiste alcuna pacificazione possibile che passi per l’equiparazione tra partigiani e repubblichini“.
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Scrive Aldo Cazzullo nel suo libro, Mussolini il capobanda: “È tempo di raccontare e dimostrare che Benito Mussolini è diverso dall’idea che ce ne siamo fatti. Che del fascismo noi italiani dovremmo vergognarci, ma, per fortuna, non tutti gli italiani sono stati fascisti. E che l’antifascismo non è ‘una cosa di sinistra’, è una cosa in cui ogni italiano dovrebbe riconoscersi“. E che molti, purtroppo, non hanno accettato, a partire anche da componenti del governo attuale.
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“Un altro equivoco“, scrive ancora Cazzullo, “da sfatare è quello dei ‘ragazzi di Salò’, di quanti decisero di prendere le armi al fianco dei tedeschi che collaborarono alla persecuzione degli Ebrei e alle stragi naziste, alle violenze sistematiche di donne incinte, bambini e vecchi incendiando interi paesi. Stragi che sono rimaste impunite“.
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Parlare di equiparazione tra partigiani e repubblichini è “una vera e propria provocazione, un insulto alla Costituzione, inqualificabile“, come aggiunge Andrea De Maria, ex Sindaco di Marzabotto.
A suo tempo, fu lo stesso Mussolini a dire che “Se il Fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione“. Nessuno ne ha mai dubitato.
Aprile 2026
Avv. Eugenio Oropallo