LE BASI USA IN ITALIA E IL GOVERNO ITALIANO
Nell’ambito della collaborazione tra Italia e USA, qualche settimana addietro “Dall’Italia 500 aerei USA sono decollati per portare gli attacchi all’Iran“, come scrive Repubblica del 23 giugno scorso. A tal proposito il Segretario generale della NATO, in un’intervista resa al giornale Fox News, ha messo in imbarazzo il Ministro della Difesa Crosetto, sottolineando che le basi militari in Italia hanno svolto un ruolo “massiccio“. Il che ha suscitato inevitabilmente uno scontro politico tra governo e opposizione. Il Ministero della Difesa, decisamente irritato, ha respinto la ricostruzione del Segretario generale Rutte nell’ambito della guerra – ribadendo che l’Italia ha autorizzato esclusivamente attività logistiche nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti. Delle due l’una: o ha mentito il Segretario della NATO, o ha mentito il governo italiano sulla concessione delle basi militari per le operazioni statunitensi, dato che afferma di aver autorizzato solo quelle previste dai trattati (il cui contenuto però è in gran parte segretato).
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A seguito delle dichiarazioni rese dal Segretario della NATO, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha preso spunto per attaccare il governo Meloni: “complice di atrocità“.
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Commentando le dichiarazioni del segretario della NATO, l’ex comandante del Comitato Operativo Interforze, generale Bartolini, ha affermato che durante l’operazione è stato attuato un ponte aereo attraversando gli spazi aerei di tutto il vecchio continente, il che non significa che i velivoli siano partiti per svolgere operazioni militari.
“Insomma, quando si parla dell’uso delle basi militari in Italia da parte degli USA“, come scrive il giornale Contropiano, “si precipita in una zona di ‘mezze bugie’ e ‘mezze verità’ che però non riescono più a nascondere che il nostro Paese si possa ritrovare in guerra senza neanche essersene reso conto. Si tratta di una responsabilità in più delle nostre classi dirigenti che nascondono quella Costituzione che dovrebbero difendere e attuare“.
Luglio 2026
Avv. Eugenio Oropallo