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ITALIA COMPLICE DI ISRAELE

L’A.Ba.Co., Associazione di Base dei Consumatori, ha denunciato le politiche del governo italiano circa il riarmo e la militarizzazione del Paese a fronte di una crisi energetica di caro-carburante nata proprio dal contesto bellico internazionale, promosso da USA e Israele.

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Mentre il mercato energetico interno subisce rincari speculativi superiori al 14% ingenti carichi di gasolio, raffinati in Sicilia nel polo Petrolchimico di Priolo, vengono regolarmente spediti verso la società israeliana (ORL Basan) che rifornisce direttamente il Ministero della Difesa di Israele“.

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Nonostante la Corte Penale Internazionale abbia emesso mandati di arresto per il Primo Ministro Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant per crimini di guerra e contro l’umanità, l’Italia continua a garantire il flusso logistico necessario alla loro macchina bellica.

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Invece di proteggere i propri cittadini dalla speculazione, il governo permette che questo carburante venga sottratto al mercato interno per alimentare un conflitto criminale fuori dalle regole internazionali, per servire gli interessi di un apparato militare già condannato dalla storia e dal diritto internazionale“.

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Si tratta di una operazione vietata dalla nostra Costituzione che in base all’Art. 11, proibisce le esportazioni e il transito di materiale bellico verso Israele e qualsiasi altro paese in guerra. Ai sensi dell’Art. 1, Comma 6, Legge 185/1990, il transito di materiale bellico verso i Paesi in guerra è in contrasto anche con i principi dell’Art. 51 della Carta delle Nazioni Unite.

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Si aggiunge proprio ora l’atto di pirateria commesso dall’esercito israeliano che, in acque internazionali, ha bloccato diverse imbarcazioni arrestando gli attivisti della Flotilla: un ennesimo crimine che è stato condannato, giustamente, in tutto il mondo civile.

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È tempo di gridare con forza che nessuna complicità è accettabile sul trattamento che l’occupazione coloniale e sionista israeliana riserva ai palestinesi, siano essi prigionieri nelle carceri o nelle prigioni a cielo aperto di Gaza.

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Israele è “Stato-canaglia”

La richiesta unanime, sollevata da ogni parte, è quella della rottura delle relazioni in ogni campo con Israele, ormai palesemente uno Stato-canaglia agli occhi di tutto il mondo.

Giugno 2026

Avv. Eugenio Oropallo

ITALIA COMPLICE DI ISRAELE

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