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L’ANNO PIÙ CALDO DI SEMPRE

Così titola il quotidiano la Repubblica, e non ha tutti i torti. La temperatura media del 2026 si avvia ad essere la più alta raggiunta da quando l’atmosfera terrestre viene monitorata. L’Europa, Italia compresa, brucia miliardi di euro per far fronte all’emergenza climatica, ma in effetti nel 2027 sarà ancora peggio. In fumo è l’1% del PIL dell’intero continente. Solo per l’agricoltura, nel nostro Paese, il danno economico è di almeno 3 miliardi di euro. I danni all’ambiente non si limitano all’agricoltura: fino al mese scorso, erano già bruciati 435 mila ettari in diversi Paesi.

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E la chiamano estate!

Come scrive El Pais in Spagna: “L’ondata di caldo eccezionale che si è abbattuta sull’Europa provocando centinaia di vittime, rivela quanto siamo impreparati al cambiamento climatico“. Sono passati più di vent’anni da quando gli scienziati, rimasti inascoltati, hanno lanciato l’allarme e l’Europa non è stata capace di imparare dal passato. Le ondate di caldo sono sempre più intense, lunghe e frequenti. E non è chiaro se gli sforzi per adattarsi riusciranno a stare al passo con l’aumento della concentrazione di gas serra nell’atmosfera terrestre.

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David Van Reybrouck, storico belga, scrive di fermare il conflitto scoppiato tra l’umanità e il pianeta; serve però una nuova governance, in quanto le istituzioni attuali non sono più in grado di gestire questa situazione. Anche L’ONU è costretta ad ammettere la sconfitta: senza interventi si va verso punti di non ritorno, come la disgregazione delle calotte polari.

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Ciò che è successo, in Nepal, è la conseguenza di politiche sbagliate“, scrive il glaciologo Peter Wadhams. Il cambiamento climatico minaccia anche la Città Eterna: i muraglioni tardo-ottocenteschi, che seguono il corso del Tevere, proteggono la città solo dalle alluvioni di lieve e moderata entità.

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Jordi Cortina Segara, Presidente per l’Europa della Society for Ecological Restoration, avverte che “La Natura è come un’opera d’arte, va restaurata prima che sia troppo tardi“. “La crisi climatica si risolve affrontando le disparità nel mondo“, scrive ora l’antropologo Amitav Ghosh, aggiungendo che la guerra è l’attività più distruttiva anche dal punto di vista ambientale. E oggi lo scenario è tragico: i conflitti assediano il pianeta.

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La verità non perdona

In una recente intervista, il professor Stefano Mancuso non fa mistero sul futuro dell’umanità. “È incomprensibile come, a fronte di una catastrofe che sta cambiando la storia della nostra specie, la politica rimanga nel più imbarazzante silenzio. Nei prossimi anni, una percentuale significativa del pianeta non sarà più abitabile perché troppo caldo. Non si tratta dell’ennesima profezia apocalittica, ma di seri studi scientifici, per cui la nostra specie ha dei limiti ambientali all’interno dei quali può sopravvivere come ogni altra specie, per millenni. Studi recenti dimostrano che, con uno scenario di riscaldamento globale invariato, se continuiamo a non fare nulla, nei prossimi decenni si assisterà a un riscaldamento tale per cui aree che oggi ospitano all’incirca un terzo della popolazione mondiale sperimenteranno temperature medie annuali superiore a 29 gradi centigradi. Cosa accadrà quando miliardi di persone si muoveranno per sopravvivere? Dovremmo, fin da ora, organizzarci per gestire questi eventi. Spero sempre che alla fine dimostreremo di essere una specie intelligente, perché questo sarà il secolo in cui per sopravvivere al riscaldamento globale assisteremo a migrazioni e rimescolamenti della popolazione umana di dimensioni mai viste prima. E sarebbe meglio pensarci per tempo“.

Settembre 2026

Avv. Eugenio Oropallo

L’ANNO PIÙ CALDO DI SEMPRE

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