skip to Main Content

IL RESPIRO DELLA TERRA

Alla fine del mese, i Campi Flegrei sono tornati a far sentire la propria voce con un sisma di 4,7 gradi della scala Mercalli, causando paura e provocando numerosi crolli. Secondo l’Osservatorio Vesuviano è prevedibile che il fenomeno si ripeta con scosse che potrebbero essere anche di intensità maggiore.

***

Purtroppo, per decenni, la logica seguita è stata quella dell’accumulazione del mercato immobiliare, senza tener conto della fragilità del territorio. Ogni nuova scossa ha alimentato dichiarazioni, rassicurazioni e promesse prima che il silenzio tornasse a coprire il problema dell’aria flegrea che nasce da quando la sua vulnerabilità era perfettamente conosciuta.

***

Il vulcanologo Giuseppe De Natale, da anni, continua a ripetere che la scienza non dispone degli strumenti per stabilire quando possa verificarsi un evento sismico – ma può indicare con chiarezza quali interventi siano necessari per ridurre le conseguenze di un eventuale terremoto. La geologia, da sola, non basta a spiegare la realtà dei Campi Flegrei, occorre anche tener conto delle trasformazioni urbanistiche scelte dalle amministrazioni e i rapporti tra potere politico e sviluppo edilizio.

***

Durante il cosiddetto “sacco di Napoli“, tra gli anni ’50 e ’60, la città fu investita da una gigantesca espansione edilizia decretato dalle amministrazioni di Achille Lauro prima e, successivamente, della Democrazia Cristiana guidata da Carlo Gava che rilasciava migliaia di licenze edilizie trasformando il territorio in una gigantesca occasione di accumulazione immobiliare, come scrive la giornalista Chiara Pannullo.

***

***

L’urbanista Vezio De Lucia per anni ha denunciato la crescita urbana che sacrificava spazi pubblici, equilibrio territoriale e sicurezza collettiva: lo testimonia anche il film di Francesco Rosi, Le mani sulla città, del 1963, che denunciava la cementificazione della città solo in nome dell’accumulazione capitalista.

***

Neppure con il terremoto dell’Irpinia del 1980 si è cambiata scena. “Quella tragedia – scrive ora Chiara Pannullo – avrebbe potuto rappresentare una svolta culturale e politica, una riflessione sul rapporto tra rischio sismico e pianificazione urbana. Al contrario, lo Stato destinò una massa di risorse senza precedenti, per cui una quota rilevante di spesa pubblica finì nelle mani di imprenditori interessati e organizzazioni camorristiche“.

***

Politica e criminalità

Isaia Sales individuò proprio negli anni della ricostruzione il passaggio decisivo per la camorra, che smise definitivamente di essere soltanto un potere criminale per traformarsi in un soggetto economico capace di accumulare capitali enormi, condizionando il mercato e intrecciando rapporti stabili con imprenditori e politici.

***

Grazie ai ritardi dell’adeguamento sismico degli edifici pubblici e privati, senza alcuna pianificazione, ogni volta che la terra trema si riapre una discussione che sembra ripartire dall’inizio, ma la città continua a franare in attesa della prossima catatrofe.

***

***

Che cosa ci aspetta?

Il Vesuvio fa paura, tanta paura. Se dovesse risvegliarsi, potrebbe causare centinaia di migliaia di morti e danni che metterebbero in ginocchio l’Italia. Ma la sua eruzione è nulla rispetto a quella che potrebbe originare il vulcano che sta sotto i Campi Flegrei se mai si risvegliasse (come fece 40 mila anni fa). Una recente ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Geophysical Research Letters (GRL), ha scritto che la caldera vulcanica dei Campi Flegrei potrebbe essere a rischio di eruzione. Ma l’ipotesi viene messa in discussione dagli esperti dell’Osservatorio Vesuviano, in quanto, al momento, tutti i dati forniti dal sistema di monitoraggio non mostrano evidenze dell’imminenza di un’eruzione vulcanica (tanto più di grandi proporzioni). Malgrado le rassicurazioni dell’INGV, non si può negare che manca un’informazione più diretta anche alla luce dello scempio edilizio degli anni scorsi e dal fatto che l’abusivismo edilizio è ancora un fenomeno diffuso, persino nella fascia più esposta al rischio di eruzione.

Agosto 2026

Avv. Eugenio Oropallo

IL RESPIRO DELLA TERRA

Back To Top
Translate »