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UNGHERIA, ORBAN METTE NELLE MANI DEI SUOI ALLEATI LE RISORSE DEL RECOVERY FUND

In Ungheria la maggioranza di Viktor Orban ha fatto approvare una legge che mette gli atenei pubblici sotto il controllo di dieci neoistituite fondazioni che indirizzeranno i primi ai fini di “rafforzare l’identità nazionale”.   “Il tutto in un momento – così scrive Euractive.it – in cui tali fondazioni si preparano a ricevere, per conto delle università ungheresi, i fondi del Next Generation EU”. Di fatto la destra ungherese si è assicurata in un colpo solo il controllo delle risorse relative al patrimonio immobiliare delle accademie e ai nuovi investimenti che dovrebbero arrivare con i fondi europei del Recovery facility. La scelta, secondo il commento di un professore dell’Università Corvinus di Budapest ed ex Ministro nel primo governo Orban è stato: “Non ne fanno un segreto: vogliono assumere il potere intellettuale dopo il potere politico ed economico”. La Commissione europea si è detta molto preoccupata a riguardo e avrebbe minacciato di non approvare il piano ungherese che deve essere ancora inviato a Bruxelles. Vi sono forti perplessità sull’iniziativa del governo di Budapest di aprire le porte alla Fudan University, ateneo a cui sono connessi i servizi segreti cinesi, dopo aver costretto la Central European University a spostarsi a Vienna. Secondo quanto è emerso questo mese il governo ungherese sta progettando di costruire a Budapest un campus della Fudan University, finanziato da un prestito di 1,25 miliardi di euro dalla Cina per degli appaltatori cinesi. Il controverso progetto ha scatenato uno scontro tra il governo ungherese e il comune di Budapest. I membri dell’opposizione ungherese si preoccupano che il campus ungherese dell’università Fudan potrebbe rappresentare un rischio non solo per l’Ungheria ma anche per l’UE e la NATO. L’altra questione è che la posizione proposta per il campus è esattamente nel punto dove dovrebbe essere costruita la cosiddetta “Città degli studenti”, un intero nuovo quartiere di Budapest destinato ad ospitare migliaia di studenti. Tuttavia l’accordo tra il governo e il comune di Budapest è stato messo in discussione dal sindaco di Budapest che ha deciso di bloccare la convenzione in corso con il governo. Un’altra svolta nella storia è che Orbán ha recentemente nominato László Palkovics per dirigere la Città degli Studenti e il progetto del campus Fudan. Attraverso questo progetto si aggiunge un altro tassello alla politica espansionistica posta in essere dalla Cina in Europa in diversi settori ma principalmente nel settore culturale soprattutto nei paesi dell’Europa Centrale. Non a caso ha fornito i fondi per la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità che collega direttamente Budapest con Belgrado. Certo quello del globalismo è un sistema che è difficile fermare che finisce però per cancellare tradizioni, culture diverse invece di esaltarne i valori. Un progetto che mira ad appiattire anche il pensiero critico grazie anche al controllo esercitato attraverso i cd. social. Di questo passo, si immiserisce anche la ricerca scientifica e culturale che fino ad ora intellettuali e scienziati hanno avversato ma non è certo che questa difesa ad oltranza dei valori delle diversità possa resistere ancora a lungo quando il sapere scientifico si evolve attraverso il lavoro all’interno delle università per cui se si afferma una certa impostazione culturale, si potrebbero condizionare anche le scelte culturali e limitare la libertà di pensiero.

Maggio 2021

Ungheria, Orban mette nelle mani dei suoi alleati le risorse del Recovery Fund

 

 

 

 

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