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UN PIANO PER LA RIPRESA DELL’EUROPA

Il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva il regolamento di governance del Recovery Fund, ossia il Recovery e Resilience Facility (RRF) che definisce obiettivi, risorse e modalità di accesso e di utilizzo del fondo europeo da 672,5 miliardi di euro. Si tratta del primo passo verso l’erogazione delle risorse del Recovery Fund per supportare gli Stati membri nel programma di contrasto al Covid e di rilancio economico dopo la grave crisi scoppiata a seguito del dilagare della pandemia. Secondo il Commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, l’approvazione del RRF è un passo storico ed un’opportunità unica da cogliere per cambiare le nostre economie, per il bene di tutti i cittadini europei. Il voto pieno (approvazione a larga maggioranza con 582 favorevoli, 40 contrari e 69 astenuti) ha visto anche il primo simbolico sì compatto della Lega al Governo Draghi e ad una politica europeista. Voto favorevole anche per PD, M5S, Forza Italia e Italia Viva. Come prevedibile ed annunciato, Fratelli d’Italia ha invece optato per l’astensione. L’undici febbraio il Consiglio ha adottato il regolamento che istituisce il dispositivo per la ripresa di ben 672,5 miliardi di euro a disposizione degli Stati membri. Di questi, 312,5 miliardi saranno sussidi mentre 360 miliardi di euro saranno distribuiti in forma di prestiti a tasso agevolato. Per accedere al Recovery Fund, ogni Stato Membro dovrà presentare entro aprile il proprio Recovery Plan. Soltanto dopo la sua approvazione da parte del Consiglio, ciascun Governo potrà attingere ad un anticipo del 13% della somma totale destinata al Paese. Come noto, all’Italia spettano in tutto 209 miliardi circa, per cui la prima erogazione (che potrebbe arrivare già a giugno) sarà di circa 27 miliardi. Le successive tranche di risorse saranno invece erogate ogni sei mesi in base al raggiungimento degli obiettivi indicati nel Recovery Plan. Ecco perché è cruciale che il Piano risulti dettagliato, convincente e soprattutto realmente sostenibile. La Banca centrale europea ha espresso “preoccupazione” per la lentezza dei governi nazionali sul Recovery Plan che secondo Francoforte deve diventare operativo al più presto. Il board di Francoforte avrebbe evidenziato che, malgrado i leader europei con il Next Generation Eu abbiano deciso di fornire “il più ampio pacchetto di sostegno mai finanziato dal bilancio dell’Ue”, i progressi nell’attuazione sono “lenti e impegnativi”. Gli Stati membri, si legge nei verbali, sono stati invitati ad accelerare il processo di ratifica, a finalizzare prontamente i loro piani di ripresa e di resilienza e a impiegare i fondi per la spesa pubblica produttiva. “Ciò consentirebbe al programma Next Generation Eu di contribuire a una ripresa più rapida, forte e uniforme e aumenterebbe la resilienza economica e il potenziale di crescita delle economie degli Stati membri”. Il Consiglio direttivo ribadisce che la Bce “deve essere pronta ad utilizzare tutti i suoi strumenti, in modo appropriato, per raggiungere gli obiettivi d’inflazione”. Il ritardo dell’Italia nella preparazione del Recovery Plan nazionale preoccupa abbastanza le istituzioni europee visto che la bozza approntata è stata in larga parte criticata per la sua superficialità per cui in queste prossime settimane il governo Draghi dovrà lavorare per presentare un piano che soddisfi i parametri europei per evitare che l’Italia resti fuori dalla porta.

Febbraio 2021

UN PIANO PER LA RIPRESA DELL’EUROPA

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