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TENSIONI ALLA FRONTIERA TRA GRECIA e TURCHIA

Domenica 24 maggio la Grecia ha smentito la notizia che i soldati turchi avrebbero occupato una striscia di territorio greco nella regione di confine di Evros, dove Atene sta realizzando una recinzione per tenere fuori i migranti” come scrive “euractiv.it”. In realtà, sono perlomeno tre mesi, dal marzo scorso, che la Turchia ha aperto la frontiera con la Grecia facendo arrivare in Grecia migliaia di profughi siriani che oggi sono stipati come topi nei campi di accoglienza, impediti di tornare indietro e bloccati dalla polizia greca che impedisce loro di entrare in Grecia. I profughi si trovano per la maggior parte bloccati in una striscia di terra di nessuno e sono centinaia di persone con molti bambini al seguito. Situazione sia sul piano sanitario che della sicurezza decisamente grave. Ci sono testimonianze precise –come abbiamo già scritto qualche mese fa –di una feroce repressione dei poliziotti greci nei confronti di questi poveracci. Molti di loro sono stati picchiati dalla polizia greca, privati dai loro documenti, ed anche derubati dei pochi soldi che avevano con loro. Veri e propri atti di crudeltà denunziati anche dalle ONG. La recinzione che stanno costruendo i poliziotti greci serve a tenere in gabbia questi profughi cui è stato negato il diritto, come previsto dalla legge internazionale e dalle norme europee, di fare richiesta di asilo. Insomma, chiuso anche il corridoio balcanico, migliaia di persone rischiano di morire senza che l’UE abbia fornito loro alcun aiuto. Nel mese di marzo, una rappresentanza dell’UE si presentò a Kastanies per rendersi conto della situazione: in effetti si trattò di un incontro con la polizia greca per assicurare un consistente contributo da parte dell’UE per impedire ai profughi di approdare in Europa. Recentemente, trincerandosi dietro motivi sanitari, l’UE ha dichiarato di voler chiudere le frontiere esterne dell’UE per impedire che i profughi, profittando del ritorno del bel tempo, possano approdare sulle coste dei paesi mediterranei. L’Ambasciatore americano ad Atene Geoffrey Ryott ha dichiarato in un’intervista all’emittente greca che, se ci dovesse essere una sorta di escalation tra i poliziotti turchi e greci, il vincitore sarebbe il nemico comune Putin, formulando una prospettiva che non è più storicamente sostenibile. Sono mesi, se non anni ormai, che l’UE sta progressivamente allontanandosi dall’alleanza atlantica, anche a causa della politica dell’amministrazione Trump. Basta ricordare che oggi gli USA stanno ritirando i propri militari dalla Germania mentre, in piena pandemia, la NATO ha promosso un’esercitazione militare che ha visto sbarcare in Europa un contingente di almeno 20.000 soldati americani che si sono uniti agli altri 10.000 presenti in Europa per svolgere un’imponente esercitazione militare a poche centinaia di Km dal confine russo. In effetti, l’amministrazione Trump morde il freno difronte alla decisione dei paesi europei di dotarsi di una propria autonoma forza di sicurezza, anche se non ha sciolto ancora il nodo con la Nato. Ma i tempi, ormai, sono maturi per una decisione del genere perché gli USA vorrebbero trascinare l’Europa in una nuova coalizione contro la Cina e la Russia, nell’intento ancora una volta di condizionare le scelte dell’UE in materia di politica estera. Questo episodio delle scaramucce tra soldati greci e turchi, è stata l’occasione per ribadire ancora una volta che gli USA ci sono, non abbandoneranno gli amici, mentre è chiaro che dietro la diplomazia americana, si nasconde il gendarme turco che sta svolgendo una vera e propria campagna militare nel Mediterraneo per affermare il suo dominio sui mari, anticipando l’artiglieria americana. Sempre con riferimento alle tensioni sul confine greco-turco, ha commentato ancora il diplomatico americano Ryott “si può contare sul fatto che gli Stati Uniti restano sempre un forte alleato della Nato”. Insomma, un’alleanza da tenere in piedi “ad aeternum“. Speriamo che l’UE sappia rispondere a questo nuovo ricatto della politica USA, se vuole effettivamente avere nei prossimi anni un ruolo decisivo per il mantenimento della pace dell’Europa e nel mondo, nel momento in cui ormai la follia USA mostra ancora una volta il suo volto bellicoso per ribadire la sua politica “imperialista”.

08/06/2020

Tensioni alla frontiera tra Grecia e Turchia

 

 

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