SEMPRE PIÙ DURO LO SCONTRO TRA USA E UE
Alla riunione dei Ministri degli Esteri del G7, che si è tenuta qualche giorno fa, l’Alta rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la Sicurezza Kaja Kallas è arrivata con un messaggio forte e chiaro: il mondo ha bisogno di uscire dalle guerre, in Ucraina e Medioriente, e non di un ulteriore escalation. Non ha nascosto la Kallas la propria preoccupazione per l’andamento dei negoziati di pace che coinvolgono gli Stati Uniti, cui ha richiesto di aumentare il sostegno all’Ucraina per accrescere la pressione su Mosca onde porre fine alla guerra. Si è risentito, al contrario, il rappresentante americano Rubio il quale ha minacciato che gli USA potrebbero decidere di uscire dalla NATO.
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Il Presidente francese Macron ha chiesto di non revocare le sanzioni energetiche contro la Russia, anche se l’escalation della guerra tra USA Israele e Iran ha bloccato lo stretto di Hormuz, facendo impennare i prezzi globali del petrolio oltre i 110 dollari al barile.
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La posizione assunta da Macron mette in luce il rischio di un nuovo scontro tra USA e Unione Europea. Il petrolio russo potrebbe fluire liberamente verso mercati non europei come India e Cina, facendo scendere i prezzi globali ovunque, tranne che in Europa. I consumatori e le industrie europee si troverebbero ad affrontare costi elevati aggravando l’inflazione dei paesi europei già messi sotto pressione dalla perdita del gas russo a basso costo.
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Ma non vi è un’unanimità tra i paesi UE, a partire dalle nuove sanzioni contro la Russia e al pacchetto di aiuti da 140 miliardi di euro per l’Ucraina che rischia la bancarotta. “Se non aiutiamo Kiev“, dice un funzionario dell’UE, “è in gioco il collasso dell’UE. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, nei prossimi due anni allo Stato ucraino mancheranno 60 miliardi di dollari, a cui si aggiungerebbero almeno altri 80 miliardi per armi e munizioni“.
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Di fatto, l’Ungheria e la Slovacchia si oppongono a queste manovre avvalendosi del diritto di veto – bloccando sia il pacchetto di sanzioni contro la Russia sia l’erogazione del prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina, fino a quando essa non avrà provveduto a rimettere in funzione l’oleodotto Druzhba che attraverso il suo territorio trasferisce il petrolio russo in Ungheria e in Slovacchia stesse. Kiev sostiene che un attacco russo abbia colpito le infrastrutture dell’oleodotto nella parte occidentale del paese, mentre Slovacchia e Ungheria attribuiscono all’Ucraina la responsabilità del blocco del passaggio dell’oleodotto.
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A un mese dall’inizio della campagna militare congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il Cancelliere tedesco Merz ha offerto la valutazione netta che mette in luce la crescente frattura transatlantica, sollevando nuovi dubbi sulla direzione del conflitto. Intervenendo in una conferenza organizzata dal quotidiano FAZ, Merz ha dichiarato, senza mezzi termini: “non sono affatto convinto che quanto sta accadendo porterà, effettivamente, al successo“, e ha espresso un forte scetticismo sulla reale esistenza di una strategia coerente per concludere rapidamente in modo convincente la guerra.
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In definitiva, si allarga la forbice tra Stai Uniti e UE, confermando che non sussiste una volontà politica di chiudere il conflitto in Ucraina il cui destino è legato all’esito del conflitto scatenato da Trump nei confronti dell’Iran, la cui soluzione non sembra affatto vicina. Ma non è solo il Cancelliere tedesco a sollevare questi dubbi. Nel corso di questa settimana, il governo spagnolo ha chiuso lo spazio aereo agli aerei coinvolti nella guerra contro l’Iran, mentre il nostro governo ha negato l’atterraggio dei bombardieri americani nell’aeroporto militare di Sigonella.
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È sempre più evidente che l’Europa ha deciso, infine, di prendere le distanze dalla politica avventurista del Presidente USA, anche se Trump continua a ripetere che il conflitto verrà spento nel giro di qualche settimana. Il capo dell’Eliseo ha ribadito a Trump che “non siamo mai stati consultati e non partecipiamo alla guerra“.
Aprile 2026
Avv. Eugenio Oropallo
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