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SALVIAMO VENEZIA

Dopo un decennio di immobilismo dovuto alle difficoltà di conciliare da un lato il problema del lavoro che gira attorno alle crociere e dall’altro il problema dell’impatto ambientale sulla laguna, sembra che il governo abbia trovato una soluzione soddisfacente.

A nostro avviso non si tratta di valutare la soluzione dal punto di vista economico in quanto bisogna tener conto che intanto Venezia non appartiene soltanto a quelli che vengono a visitarla a bordo di questi giganti del mare ma a tutta la comunità mondiale a partire da noi italiani e che va fruita, tenendo conto della sua debolezza.

Questa soluzione è maturata proprio allo scadere dell’ultimatum che l’UNESCO ha dato all’Italia: o le navi fuori dalla laguna o la laguna fuori dall’Unesco. Il decreto Clini-Passera che non è stato mai attivato prevedeva che potessero entrare in laguna soltanto navi inferiori alle 40mila tonnellate ma questo decreto non è stato mai attivato perché non c’era e non c’è ancora alcun approdo alternativo ed è per questo che le grandi navi hanno continuato a passare senza limitazioni.

Il governo, per bocca del ministro Giovannini, ha deciso che dal primo di agosto le crociere non transiteranno più davanti a San Marco ma utilizzando altri approdi come quello di Porto Marghera che però non potrà essere utilizzato prima dell’estate prossima per i lavori che dovranno essere fatti sulle banchine.

Nel frattempo, non essendoci un’alternativa, le grandi navi crociere continueranno ad entrare nella laguna per cui il governo rischia la propria credibilità. Già lo scorso mese di giugno, dopo 17 mesi di stop dovuti alla pandemia, la MSC Orchestra, è rientrata a Venezia, sollevando le critiche della stampa estera ma anche delle associazioni ambientaliste. Anche per Venezia dunque questo governo, come quelli che l’hanno preceduto, si è mosso in ritardo per cui continueremo ad assistere impotenti ad un eventuale ennesimo disastro ambientale perché anche il sistema Mose, che doveva salvare la laguna dall’acqua alta, è risultato poco efficace dopo aver speso oltre 4 miliardi di euro.

In queste ore il governo sta trattando con le compagnie di navigazione che gestiscono il turismo crocieristico di bloccare l’ingresso alle grandi navi in cambio di compensazioni materiali, sempre che questa soluzione sia accettata, fino a quando non sarà realizzato il nuovo approdo.

In questo clima politico impazzito nulla più ci sorprende per cui anche un tesoro artistico di inestimabile valore come quello di Venezia rischia di finire sotto l’acqua come è avvenuto a Baia, una città dell’antica Roma, sommersa dall’acqua a causa del bradisismo, un fenomeno noto agli archeologi ma forse i pesci sapranno costudire meglio degli uomini questa città sommersa che andremo a visitare con muta e respiratore.

Luglio 2021

Salviamo Venezia

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