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RITORNO A SCUOLA

L’esperienza di questi mesi delle lezioni a distanza, assunta per limitare i contagi, è stata – e lo è ancora – una esperienza sofferta sia per i professori che per gli alunni e le loro famiglie.  La figura del docente è l’asse attorno a cui è costruito il piano educativo dei giovani, a partire dalle elementari e fino al conseguimento del diploma ma, altro elemento essenziale per un buon apprendimento, è la compresenza in uno stesso luogo, che sia l’aula scolastica o altra struttura idonea, sia del docente che degli studenti. Questi è sono uno dei motivi per ritenere che le lezioni “a remoto” che sono state effettuate in questi mesi ai giovani lasceranno ben poche tracce nella loro preparazione per cui più presto ci sarà il ritorno a scuola, meglio sarà per tutto il sistema scolastico. Ovviamente, tenendo conto della situazione in cui oggi ci troviamo a vivere e fatti salvi tutti i provvedimenti che garantiscano la sicurezza sanitaria. L’economista Patrizio Bianchi, già rettore a Ferrara, alla guida oggi del comitato di esperti per la ripartenza della scuola italiana, (La Repubblica del 1° Maggio) dichiara che “tre mld. di euro è la cifra necessaria per far partire la scuola a settembre”, sia per procedere ad interventi minimi da far subito, sia per costruire le scuole per il futuro. Secondo l’economista, un posto essenziale in questa nuova scuola è dedicato all’uso degli strumenti digitali “per costruire una istruzione diversa e colmare i ritardi di vent’anni”. Certamente questi nuovi strumenti possono servire a migliorare la didattica nelle scuole ma non bisogna enfatizzarne l’importanza perché è sempre “il capitale umano” che fa la differenza tra una buona scuola ed una cattiva. Questi strumenti possono servire a velocizzare la ricerca ma l’ultima parola spetta sempre all’educatore che dovrà accompagnare i giovani nell’uso di questo strumento in quanto sulla rete passa una montagna di false informazioni pseudo-scientifiche per cui è essenziale che questo uso sia costantemente controllato dal docente. Il Prof. Bianchi tiene comunque a precisare che questo importo di 3mld. è solo l’importo iniziale, in quanto essa riguarda la spesa annua anche per gli anni a venire. Certo, non sono solo gli edifici scolastici da mettere in sicurezza ma avviare un nuovo reclutamento di docenti anche in vista della emergenza attuale per cui le classi potranno contenere, secondo le previsioni, solo 10-12 studenti per aula, abbandonando l’esperienza delle classi “pollaio” e prevedendo anche di poter tenere lezioni all’aperto laddove ciò fosse possibile, oltre al fatto che sarebbe la volta buona per un adeguato aumento dello stipendio dei docenti, difronte a questa prospettiva futura, anche per aumentare il livello di preparazione dei nostri giovani come di tenere lezioni inter-disciplinari, soprattutto a tener presente che nei primi mesi, se non per gli anni prossimi, sarà necessario tenere anche turni e rotazioni, a seconda delle esigenze, per cui “la campanella non suonerà per tutti alle otto del mattino”. Il Ministro Azzolina proprio ieri ha precisato che in parte e con modalità da precisare meglio continueranno anche le lezioni “a distanza”. La scuola è stata negli ultimi anni, malgrado tutte le rassicurazioni fornite in occasione di eventi disastrosi – pensiamo ai crolli che si sono verificati o all’assenza totale delle scuole in zone particolarmente rischiose per la sicurezza dei docenti –  privata di quelle risorse necessarie per tenere in sicurezza gli edifici scolastici per cui questo evento così disastroso della pandemia, potrebbe essere l’occasione per far ripartire la scuola da un gradino più alto di quello in cui si trovava prima. E sarebbe opportuno aggiungere alle materie che fanno già parte del programma di lavoro, anche qualche ora settimanale da dedicare all’informazione ma soprattutto alla conoscenza del nostro sistema politico e sociale che spesso costituisce un pianeta sconosciuto per una gran parte degli studenti facendo in modo che i giovani, dopo essersi diplomati, possano partecipare attivamente alla crescita della società civile.

Ritorno a scuola

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