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O LA BORSA O LA VITA

In questi giorni così incerti che impongono scelte difficili che spesso vengono sollecitate dagli interessi “corporali” di categorie poco protette, si son prese decisioni che potrebbero compromettere tutta la strategia della lotta contro la pandemia. Non c’è dubbio che quella di procedere ad una riapertura graduale delle attività terziarie come quella della ristorazione è stata frutto di un compromesso politico.

Si è detto che sarebbe stato difficile continuare a tenere chiuse delle strutture che hanno visto azzerare i loro guadagni, ponendo seriamente in crisi tutto il settore commerciale.

Ma c’è da dire che il virus non conosce tregua e che i contagi stanno lentamente risalendo in questa prima settimana per cui è diffuso il timore della comunità scientifica che si possa passare ad una nuova fase di aumento dei contagi, azzerando i sacrifici degli ultimi mesi. Ora se bisogna tener conto degli interessi economici di molte categorie non lo si può fare mettendo a rischio la vita di migliaia di cittadini. Ma c’è un sistema che potrebbe conciliare una chiusura di alcune attività ma nello stesso tempo garantire alle categorie sacrificate per il benessere generale ad avere un giusto risarcimento per le perdite economiche che stanno subendo.

Certo non possiamo usare i fondi del Recovery Fund per garantire un ristoro alle categorie in crisi per cui bisogna trovare altrove i fondi per affrontare questa emergenza. Ebbene è da considerare che le banche italiane sono piene dei risparmi degli italiani, forse all’interno dell’UE si fa fatica a trovare paesi più risparmiosi del nostro. Non c’è niente di scandaloso se una parte di questi risparmi vengano utilizzati per superare questo difficile momento. Un prelievo del 3% sui depositi bancari superiori a 100.000 euro, non credo che metterebbe in crisi questa parte di cittadini anche perché, se è vero che un gran numero di famiglie fa fatica a sopravvivere, è altrettanto vero che con la pandemia molte categorie hanno aumentato il loro reddito e facendo altresì aumentare, anche in Italia, il numero dei milionari.

Non possiamo continuare ad andare a bussare alla porta dell’UE se poi non dimostriamo di essere noi stessi disposti a qualche sacrificio per aiutare gli anziani che sopravvivono grazie alla rete di assistenza messa su da associazioni private.

Ma basterebbe anche, come ci chiede l’UE, di varare una riforma fiscale efficace, in grado di eliminare l’evasione fiscale. Ma questo è un obiettivo a lungo termine che potrebbe essere parallelo ad un prelievo sui conti correnti una tantum.

Basta che lo voglia la classe politica: diversamente ci sarà un aumento incontrollato della spesa pubblica. Ma saprà questo governo frutto di un accordo tra forze politiche diverse capace di realizzare questa manovra?

Negli USA Biden ha avviato una ripresa basata in parte su investimenti privati ma anche, per avere liquidità, basata sulla tassazione di determinate fasce della popolazione più agiata e dei profitti delle grandi aziende.

Certamente, una manovra che utilizza tutte le risorse del sistema laddove oggi in Italia la politica resta al palo, timorosa di toccare le ricchezze degli italiani o di avviare una vera riforma fiscale che vada a colpire le grandi holding internazionali o i profitti parassiti in certi settori. Se l’incarico dato a Draghi di favorire un nuovo quadro è stata una mossa decisiva per ridare fiducia alla politica, purtroppo la decisione di fare un governo di larghe intese ha portato in luce la difficoltà per il governo di prendere decisioni che vanno a toccare interessi politici più di quelli economici e questo potrebbe essere un gran limite per realizzare le riforme che ci siamo impegnati a prendere in cambio dei miliardi di euro promessi dal Recovery Fund.

Ma questi fondi – in parte a fondo perduto e in parte rimborsabili – non saranno eterni per cui prima ancora di richiedere, come si sta tentando di fare ai creditori una moratoria delle scadenze di pagamento, cerchiamo quanto meno di dimostrare che anche gli italiani sanno fare sacrifici e soprattutto di avere ancora il senso della solidarietà sociale altrimenti rischiamo di perdere la fiducia – poca a dire il vero – anche dell’UE.

Maggio 2021

O la borsa o la vita

 

 

 

 

 

 

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