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LA CPI INDAGA SUI CRIMINI DI GUERRA COMMESSI IN PALESTINA

Lo ha comunicato il Procuratore Capo della Corte Penale Internazionale che è lo stesso che ebbe ad avviare un’indagine sui presunti crimini di guerra commessi dalle forze americane in Afghanistan, che all’epoca sollevò le proteste del Presidente Trump, che firmò un provvedimento di espulsione del Procuratore Capo e del suo staff dal territorio USA. Sanzione che Biden, tra i suoi primi atti, ha ritenuto di revocare. La procuratrice è effettivamente un “osso duro” che non conosce ostacoli né si è fatta intimorire dalle minacce dell’ex presidente Trump, proseguendo nel suo lavoro.

Il mese scorso ha annunciato l’apertura di un’indagine sui crimini internazionali commessi nel territorio palestinese occupato dal 13 giugno 2014 da Israele in quanto lo Stato palestinese, anche se non riconosciuto ufficialmente, ha accettato la giurisdizione della Cpi avendo Abu Mazen sottoscritto il Trattato di Roma nel 2015 per cui ufficialmente nel 2018 ha richiesto al Procuratore di indagare su tutti i crimini compiuti nel territorio palestinese che comprende la striscia di Gaza e della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est. “Ci sono “basi ragionevoliper ritenere che sono stati commessi crimini da parte delle forze israeliane, dalle autorità di Tel Aviv, da Hamas e delle fazioni armate palestinesi durante il conflitto a Gaza del 2014” ha dichiarato il Procuratore. L’autorità nazionale palestinese ha salutato la decisione del procuratore Fatou Bensouda, dichiarando di voler fornire ogni forma di collaborazione all’inchiesta. Di contro, “Israele da questa sera è sotto attacco” – ha dichiarato il premier israeliano Netanyahu che ha aggiunto “Il prevenuto Tribunale dell’Aja ha adottato una decisione che è l’essenza dell’antisemitismo e dell’ipocrisia”. Non si sa perché si parla di antisemitismo. Se si tratta di perseguire crimini di guerra, non interessa sapere quale sia il credo religioso di chi ha violato una legge che va rispettata anche in guerra.

Il Tribunale – continua Netanyahu – ha stabilito che i nostri soldati, eroici e morali, che combattono contro i terroristi fra i più crudeli sulla terra, sarebbero proprio loro i criminali di guerra”. Al contrario, sono decenni che i palestinesi sono costretti a vivere ammassati nella striscia di Gaza mentre Israele continua a scacciare i palestinesi dalle loro case portando migliaia di coloni nei territori occupati e riducendo ancora di più lo spazio a disposizione di un popolo che dalla fine della seconda guerra mondiale, non ha più patria. Proprio con riguardo alla creazione di insediamenti israeliani in Cisgiordania, le autorità di Tel Aviv si sarebbero rese responsabili del crimine di guerra consistente nel trasferimento da parte delle potenze occupate di parti della propria popolazione civile nel territorio occupato. L’indagine sarà una spina al fianco del governo israeliano anche se Israele non ha nulla da temere in quanto non è parte dello Statuto di Roma e non è tenuta a fornire alcuna collaborazione alle Cpi, rendendo così più difficile la raccolta di prove a carico di militari e politici israeliani. Ma anche altri Stati, che non fanno parte dello Statuto, non hanno alcun obbligo di cooperare con la Cpi e tra essi in particolare gli USA che hanno subito espresso la loro ferma contrarietà all’avvio dell’indagine, ribadendo il loro sostegno a Israele. Non avevamo dubbi su questo passaggio: in effetti, gli USA hanno tutto l’interesse a rafforzare il suo prezioso alleato in Medio Oriente. Ma anche gli altri Stati, che sono parte dello Statuto come l’Italia, seppur tenuti a cooperare con la Cpi potrebbero rifiutare di farlo per precisi interessi politici. Insomma, dopo il danno anche la beffa perché questi crimini resteranno impuniti.

Aprile 2021

LA CPI INDAGA SUI CRIMINI DI GUERRA COMMESSI IN PALESTINA

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