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IO NON SONO STANCO

Non lo dovrebbe dire chi, come me, anagraficamente, ha superato la soglia degli….anta ma, per fortuna, mi sento ancora pieno di energie per combattere un’altra battaglia politica decisiva per le sorti del nostro paese e dell’UE. Tra meno di un anno ci saranno le elezioni europee che disegneranno il quadro dell’Europa per i prossimi anni.Qualcuno a Bruxelles ha detto che queste elezioni segneranno il destino dell’Europa. Non a caso i partiti di destra in Europa stanno già manovrando per conquistare la maggioranza nell’Europarlamento per ridimensionare il ruolo dell’UE. Sarebbe davvero un colpo mortale per l’Europa perché una cosa è battersi per migliorare lo stato dell’EU, un’altra lavorare dall’interno per mettere in discussione quelle riforme che in questo lungo arco di anni hanno fatto crescere il sogno europeo. La visione di una Europa federale, anche per chi come me ha sempre militato a sinistra, è una prospettiva politica che può senz’altro trasformare tutto il nostro attuale sistema sociale.  Certo, non si può prescindere dalla realtà internazionale ma la situazione attuale  è certamente favorevole a un cambiamento dell’attuale sistema perché certe battaglie, come quella dell’ambiente o come quella della lotta contro le discriminazioni di ogni tipo, o ancora quella per la difesa comune, possono essere vinte solo col rafforzamento della prospettiva unitaria e federale. D’altra parte, il sogno dei padri del moderno europeismo, per chi abbia letto veramente il testamento di Ventotene è quella di una società federale senza nazionalismi. Ne cito solo un passo: “il punto sul quale essi (i partiti conservatori n.d.r.) credono di far leva (siamo in piena guerra n. d.r.) sarà la restaurazione dello Stato nazionale… .Il problema che in primo luogo va risolto e, fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in Stati nazionali…”. “La dura esperienza, …si legge ancora in un altro passaggio,…ha aperto gli occhi anche a chi non voleva vedere ed ha fatto maturare molte circostanze favorevoli al nostro ideale”. Oggi si continua ad avere gli occhi chiusi, dimenticando questa lezione di un recente passato storico. C’è chi, difronte ai problemi che si presentano, cerca di ritornare al passato, di far marciare indietro le lancette dell’orologio, fomentando le divisioni nazionali a scapito di un grande progetto di costruzione dello Stato federale. Certo, c’è ancora molto da lavorare per la realizzazione di questo sogno: non a caso i padri dell’europeismo parlano di prospettiva rivoluzionaria ma che è l’unica attuabile perché non ce ne sono altre. E’ facile, nei momenti di crisi, additare nuovi nemici, ieri gli ebrei, oggi gli immigrati. Non c’è invece alcuna prospettiva nella visione nazionalista se non quella di aprire una nuova epoca di conflitti. Affidarsi al populismo è come per il cristiano affidare la propria anima al diavolo e per un paese come il nostro troncare di colpo ogni prospettiva di collaborazione e di sviluppo nel rispetto dei principi che costituiscono l’asse portante del Trattato di Roma. Anche il Presidente Mattarella in un messaggio inviato al Forum di Cernobbio (a proposito, che ci faceva Matteo Salvini a Cernobbio?) scrive “vanno garantiti libertà in un mondo aperto e allo stesso tempo coesione e solidarietà che sono presupposti per proseguire il cammino di pace, democrazia e sviluppo assicurato dall’integrazione del continente….estendendolo, auspicabilmente, oltre i suoi confini”, aggiungendo che, “una casa comune, solidale e ben gestita costituisce il più efficace antidoto contro antistoriche spinte dissociative”. Che cosa offrono i partiti della destra nazionalista e sovranista? Il ritorno alle frontiere, alla difesa degli interessi nazionali, alla più bieca e squallida competizione in un mercato senza regole e senza ammortizzatori cui si aggiunge la strage degli innocenti perché il fenomeno migratorio non si fermerà nei prossimi anni. E’ questo che vogliono? E’ questa la prospettiva che vogliamo far vincere? nella prefazione di un suo saggio sulla Brexit Roberto Sommella scrive:“In fondo non ci abbiamo mai pensato ma oggi in Europa sia le classi sociali più deboli che quelle che spingono dal Sud del mondo per farsi accogliere reclamano un riconoscimento. Avere un futuro migliore.  Possiamo negarlo noi che abbiamo generato l’illuminismo e promosso la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo?”. E quale mondo lasceremo ai nostri figli se li priviamo di avere sogni? Noi giovani del ‘68 abbiamo avuto un sogno, abbiamo combattuto per una società più giusta e democratica dando inizio ad un’epoca di trasformazione della società, in senso più giusto e democratico. Certo non sono state eliminate le discriminazioni tra le classi sociali ma si può senz’altro affermare che l’UE è stato il motore di sviluppo di larga parte del continente in senso democratico per cui non si può oggi arretrare difronte a chi vuole la chiusura delle frontiere, agitando lo spettro dell’invasione, per cui continueremo a combattere la nostra battaglia. Penso che vi siano milioni di cittadini di questo paese e di questo continente che non vogliono rinunziare al sogno europeo. Ci batteremo per la nascita di un cartello elettorale, di un’alleanza di tutte le forze che si richiamano alla democrazia, nel senso più ampio del termine, per vincere una battaglia decisiva per le sorti del nostro continente ma anche per il futuro del mondo.  A queste forze sociali, politiche, sindacali, ai giovani come ai “vecchi” del ‘68, chiediamo di far fronte comune che possa opporsi a questa marea montante del neo-fascismo e scongiurare questa sciagurata prospettiva di ritorno al passato.

Cesena lì 10.9.2018

(Avv. Eugenio Oropallo)

P.S.

Per chi volesse approfondire questi temi suggerisco di visitare il mio sito personale “www.dirittoineuropa.eu”.

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