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IL VERO VOLTO DELL’IMPERIALISMO USA

L’aggressione degli Stati Uniti al Venezuela e la cattura del leader Nicolás Maduro hanno suscitato la condanna di molti leader, giuristi e analisti – i quali hanno accusato gli USA di aver violato le leggi internazionali. Gli eventi drammatici di sabato 3 gennaio hanno inoltre alimentato in Europa il timore che Donald Trump possa presto dare seguito alla sua minaccia di invadere la Groenlandia per annettere il territorio danese, ricco di risorse minerarie. In realtà Trump e altri funzionari americani hanno intensificato le minacce sostenendo che gli Stati Uniti ne hanno bisogno per contrastare la presenza russa e cinese nell’Artico.

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Ignobile menzogna

La rivista Euractiv ha intervistato il generale Sir Rupert A. Smith, ufficiale britannico che è stato comandante supremo della NATO in Europa tra il 1998 e il 2001. L’Alto ufficiale ha messo in dubbio che il Presidente degli Stati Uniti debba assumere il controlla della Groenlandia per mettere in sicurezza il Nordatlantico, in quanto gli USA dispongono già di poteri militari in base ad accordi esistenti. Oggi anche Michael Ignatieff, storico ed ex politico canadese, ha confermato che il nuovo ordine disegnato da Trump tende a dividere il potere globale con Cina e Russia lasciando, in questo contesto, l’UE fuori da qualsiasi gioco geopolitico.

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La difesa europea

Dopo l’atterraggio in Groenlandia dei primi soldati europei la risposta di Trump si è fatta immediatamente sentire: “noi non ci fermeremo” ha dichiarato il Presidente, sollevando le preoccupazioni dei nativi e di Bruxelles per la linea aggressiva sfoderata. In risposta, il Presidente Macron ha chiesto all’UE di reagire: “basta bullismo. Trump vuole un’Europa vassalla“. Cortei nelle piazze di Nuuk e di Copenaghen si sono svolti contro i progetti di Trump, mentre una riunione di urgenza degli ambasciatori dei 27 Paesi dell’UE si è tenuta per contestare tale linea, dopo che il presidente americano ha dichiarato di aumentare i dazi ai Paesi che hanno trasferito militari in Groenlandia. “La Groenlandia appartiene al suo popolo, l’UE rispetta le scelte di Danimarca e dei groenlandesi” afferma Von der Leyen, ribadendo il principio dell’integrità territoriale e dell’autodeterminazione della Groenlandia.

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La premier danese Mette Frederiksen ha avvertito che se gli Stati Uniti prendessero il controllo dell’isola con la forza, sarebbe la fine dell’alleanza di difesa transatlantica su cui l’Europa ha fatto affidamento per decenni per la propria sicurezza, mentre Germania e Francia hanno ribadito che “la sicurezza nel Nord atlantico e nell’Artico può essere garantita solo in modo multilaterale e congiunto” – secondo le parole del ministro tedesco Boris Pistorius, in conferenza stampa con l’Alta rappresentante per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza dell’UE. Dopo l’incontro scontro coi rappresentanti dell’UE sembra che Trump abbia raffreddato la sua posizione, ma non c’è da fidarsi molto.

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Dittatori e predatori

In effetti non solo Trump, ma anche Paesi come la Cina e la Russia sono interessati allo sfruttamento delle ricchezze minerarie della Groenlandia, mentre grazie allo scioglimento dei ghiacciai si aprono nuove rotte mercantili strategiche, ampie e pescose regioni marittime, ciclopiche possibilità per le estrazioni. Una spietata corsa neocoloniale ai danni degli Inuit. La Cina punta con ogni mezzo a espandere nel grande Nord le sue ambizioni globali, mentre gli Stati Uniti (ma anche la Norvegia) fronteggiano il pericoloso disegno neo-imperiale di Vladimir Putin che considera l’Artico un “mare nostrum“. Insomma uno scontro fra questi Stati appare oggi più realistico che in passato. La presenza di un terzo potere, come può essere quello dell’UE, potrebbe servire a controllare che il Grande Nord non diventi terreno per un nuovo conflitto.

Gennaio 2026

Avv. Eugenio Oropallo

IL VERO VOLTO DELL’IMPERIALISMO USA

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