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IL CASO OPEN ARMS

A Palermo nell’aula bunker dove si celebrò il primo maxi-processo alla mafia, la Procura ha richiesto il rinvio a giudizio dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini che fu l’unico a decidere di bloccare in mezzo al mare per sei giorni i migranti salvati dall’ONG “Open arms” nell’agosto del 2019. L’ex ministro si è difeso affermando che si trattava di “scelte condivise e concordate con i Ministri della Difesa e dei Trasporti” per tentare di scrollarsi di dosso le accuse di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. Ha ribadito l’accusa che “il contratto di governo non parlava affatto di blocco indiscriminato e generalizzato delle navi” ricordando che “il Comitato ONU per i diritti umani il 29 gennaio ha condannato l’Italia per essere intervenuta in ritardo per soccorrere un’imbarcazione che addirittura non si trovava all’interno delle nostre acque territoriali”. La decisione sul processo a Salvini arriverà probabilmente all’udienza del 17 aprile quando il GIP si pronuncerà sulla richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica. Anche a Catania, all’udienza fissata del 14 maggio, il GUP dovrà decidere se rinviarlo o meno a giudizio per la vicenda Gregoretti. Comunque sia, un eventuale rinvio a giudizio potrebbe avere ripercussioni sull’attività politica di Salvini, ricordando che si tratta di un reato quello contestatogli sanzionato pesantemente dal codice penale.

Aprile 2021

CASO OPEN ARMS

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