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EMERGENZA COVID. L’INDIA TRAVOLTA DAL CONTAGIO  

Venerdì scorso è precipitata la situazione in India dove si consuma la tragedia di un sistema sanitario al collasso: dopo due settimane il grafico dei contagi ha conquistato un record mondiale con 314.835 casi al giorno. Anche se molti sanitari ritengono che la cifra possa essere doppia o addirittura tripla perché non si fanno più tamponi e sempre più vittime muoiono in casa senza autopsia.

E’ il quotidiano “La Repubblica” del 23 u.s. a denunciarlo. E questo dato è riferito solo alle grandi città perché nelle regioni di confine e nelle campagne la situazione è fuori controllo. Manca l’ossigeno e negli ospedali non è raro che due sconosciuti siano attaccati allo stesso respiratore. La Corte Suprema ha dichiarato l’emergenza nazionale e ha chiesto al governo verifiche sul piano nazionale delle forniture di ossigeno e delle vaccinazioni che vanno a rilento.

Solo qualche giorno prima il governo di Delhi ha bloccato le forniture di ossigeno alle aziende dirottandole negli ospedali. Ma non si possono nascondere le gravi responsabilità dell’attuale governo che, preoccupato soprattutto dei prossimi appuntamenti elettorali, ha sempre nascosto la realtà dietro uno sciocco trionfalismo che in gennaio fa dire al Ministro della Salute “l’India ha contenuto con successo la pandemia” e nel mese di marzo “siamo alle battute finali” riaprendo gli stadi del cricket pieni di tifosi, i cinema e non ha sospeso i raduni religiosi. “Forse bisognava far credere – scrive ancora La Repubblica- che l’India aveva vinto una battaglia che America ed Europa stavano perdendo”. Ma il Covid non fa sconti a nessuno e soprattutto non distingue tra paesi poveri e ricchi. L’India tutta è in fiamme per bruciare i resti dei morti di Covid: i roghi ormai si accendono anche nei giardini mentre si accrescono i timori per la variante del virus proprio scoperta in India. In Italia per ora è stato segnalato solo un caso ma se i casi dovessero salire, possibile anche il blocco dei voli in arrivo da Delhi.

E’ certo che difronte a questa tragedia senza fine si allungano i tempi per uscire dalla pandemia che continua a fare centinaia di migliaia di vittime in tutto il mondo. Ma se non si organizza un piano sanitario mondiale è evidente che non usciremo mai da questo tunnel. Il fatto è che l’OMS si dovrebbe far portavoce di un piano di vaccinazione che comprenda tutti i paesi perché la scoperta di nuovi focolai rende sempre più difficile la lotta per neutralizzare questo virus. E per raggiungere un minimo di immunità a livello mondiale bisognerà attrezzarsi per portare i vaccini nei paesi che non hanno risorse economiche per acquistarli e di questo dovrà farsi carico la comunità internazionale a partire dai paesi ricchi, se vogliamo uscire da questa pandemia perché con una vaccinazione di massa, il virus potrebbe perdere forza pur continuando a convivere con l’umanità intera.

Aprile 2021

Emergenza Covid. L’India travolta dal contagio

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