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BREXIT, NUOVE TENSIONI TRA LONDRA E BRUXELLES PER IL PROTOCOLLO SULL’IRLANDA DEL NORD

Il governo britannico ha annunciato di aver richiesto all’UE un’importante modifica al protocollo sull’Irlanda del Nord, che potrebbe innescare nuove tensioni. Secondo il Financial Times, il ministro britannico David Frost, che guidò i negoziati per la Brexit, chiederà all’UE di eliminare la maggior parte dei controlli al confine con l’Irlanda del Nord.

Secondo i termini del protocollo dell’Irlanda del Nord, per evitare il ritorno di un confine rigido sull’isola d’Irlanda, tutte le merci spedite dalla Gran Bretagna nella regione devono sottostare alle regole dell’Ue in particolare per i prodotti agroalimentari. In effetti, avendo rifiutato la Gran Bretagna di restare nel mercato unico e persino di adeguare le proprie norme a quelle europee senza controllo alle frontiere, l’Irlanda del Nord potrebbe diventare la scorciatoia attraverso cui eludere i dazi europei e far entrare in Europa merci proibite dalla norme UE, come il finto parmigiano o i cibi transgenici. Londra chiede di riscrivere gli accordi eliminando i controlli e soprattutto togliendo ogni competenza alle dogane europee e alle Corti di Giustizia UE. Non c’è da stupirsi dunque che Ursula von der Leyen abbia garbatamente respinto ogni richiesta di Johnson annunciando che l’UE andrà avanti nella procedura di infrazione avviata contro la Gran Bretagna. Phil Stephens sul Financial Times ha definito quella del premier britannico una “deprimente follia”.

Chi ha negoziato quel trattato per gli inglesi, sir David Frost, è ora ministro alla Brexit e come tale si trova in prima linea nel contestarlo. Chi lo ha firmato e difeso in Parlamento, Boris Johnson, è lo stesso che nei giorni scorsi ha telefonato alla presidente UE Ursula von der Leyen, definendo il Trattato “impraticabile”. Se questa è la linea che Johnson intende adottare, mettendo in discussione l’accordo raggiunto con l’UE nel 2019, ebbene la Gran Bretagna corre il rischio di restare isolata dal resto d’Europa ma perde ogni credibilità anche a livello mondiale in quanto non rispetta un accordo liberamente sottoscritto rischiando di rompere i rapporti con l’UE che si vedrebbe costretta a porre in essere le misure previste dall’accordo in caso di inadempimento.

Ad uscire deteriorata dall’ennesimo voltafaccia di Johnson è la credibilità di un paese che si proclamava padre del diritto” così scrive sulle pagine de La Repubblica di lunedì scorso, Andrea Bonanni.

Luglio 2021

 Brexit, nuove tensioni tra Londra e Bruxelles per il protocollo sull’Irlanda del Nord

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