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ACCORDO ECONOMICO TRA UE E MERCOSUR

Se non fosse per un breve articolo comparso su “La Repubblica” del 15 luglio u.s., che ha ripreso, peraltro, la notizia pubblicata sul giornale “Le Figaro”, ben poco avremmo saputo della conclusione di una trattativa durata circa venti anni tra l’UE e i paesi del Mercosur. “Jean Claude Juncker – scrive il giornale – ha concluso il suo mandato con un successo tanto formidabile quanto inatteso”. Ma innanzitutto cosa è Il Mercosur? Si tratta di un’organizzazione internazionale costituita da Argentina, Paraguay, Brasile e Uruguay con il Trattato di Asunción del marzo 1991, integrato dal Protocollo di Ouro Preto del dicembre 1994. Successivamente ne sono entrati a far parte come partner economici il Cile e la Bolivia (1996), il Perù (2003), la Colombia e l‘Ecuador (2004), il Venezuela nel 2006 e infine il Messico nel 2004 in qualità di osservatore. L’organizzazione persegue una politica di integrazione economica degli Stati membri attraverso non solo la liberalizzazione degli scambi ma anche attraverso l’adozione di normative comuni in materie come l’ambiente, la concorrenza, la tutela della proprietà intellettuale, i trasporti e il turismo. In effetti si tratta di un’unione di Stati nazionali dotata di alcune istituzioni sovranazionali che adottano decisioni per consenso: il Consiglio, massimo organo decisionale; il Gruppo del mercato comune, organo esecutivo; la Commissione per il commercio, con competenze nel settore della politica commerciale comune; la Commissione parlamentare congiunta, composta dai membri dei Parlamenti nazionali degli Stati aderenti all’organizzazione, incaricata di perseguire l’applicazione interna delle decisioni adottate e l’armonizzazione delle legislazioni nazionali. Nel 1998 i quattro paesi fondatori hanno creato un meccanismo comune per le consultazioni politiche, il MERCOSUR politico, al quale parteciperanno a pieno titolo anche Cile e Bolivia. Il successo della trattativa, durate oltre venti anni, è frutto della decisione del Brasile di rompere gli indugi e le riserve. Non dimentichiamo che il Brasile è un buon alleato degli USA, soprattutto dopo la vittoria dei conservatori in Brasile. Questo mercato così esteso fa gola anche agli USA per cui l’accordo intervenuto tra UE e Mercosur certamente viene a scontrarsi con gli interessi economici prima e militari dopo degli USA. L’accordo riguarda 500 milioni di europei e 280 milioni di sudamericani e rappresenta un quarto del PIL mondiale. Certo esso è stato reso possibile anche grazie alla rete di accordi già in corso tra singoli paesi europei e i paesi del Mercosur, anche se qui da noi il Trattato non ha suscitato lo stesso entusiasmo che ha sollevato dall’altra parte del globo. Probabilmente anche per non riconoscere che si tratta di un successo dovuto alla Commissione europea e al suo presidente uscente Juncker. Ma – scrive ancora La Repubblica – “va considerato che, aldilà degli aspetti commerciali, questo accordo è una buona notizia per il mondo e per l’Europa. Per il mondo perché ravviva una immagine di apertura e libertà che, in tempi in cui si innalzano muri dappertutto, sta diventando rara. E per l’Europa perché le permette di restare il centro del mondo diffondendo i suoi standard e le sue regole”. Un accordo questo che segue quello siglato con il Canada nel 2016 e l’altro con il Giappone l’anno scorso in cui l’Europa farà valere le nostre normative più garantiste di quelle degli altri Paesi. Un accordo di libero scambio in effetti non è privo di regole. E’ anzi vero il contrario perché stabilisce una serie di regole che le imprese avranno obbligo di rispettare per beneficiare dei vantaggi dell’accordo, che segna la fine della politica dei dazi doganali. Senza contare il peso politico di questo accordo che vedrà schierati su posizioni comuni paesi lontani geograficamente ma con obiettivi identici. Il fenomeno migratorio in atti sta avvicinando sempre di più i paesi del Sud America all’Europa più che al vicino scomodo (gli USA) che ha sempre trattato questi paesi come alleati ma imponendo loro la sua politica di grande potenza. In uno scenario geo-politico sempre più mutevole, certamente questo accordo servirà anche a modificare gli equilibri attuali, semmai convincendo anche gli USA a rispettare gli accordi sottoscritti ed in primo luogo quello di Parigi sull’inquinamento. Questo accordo potrà anche consentire a finanziare programmi ecologici per uno sviluppo sostenibile a livello mondiale. Sul piano nazionale, è incredibile che la notizia della conclusione di questo accordo sia stata addirittura ignorata, quasi che non ci riguardasse. Un segnale del progressivo allontanamento di questo nostro paese dalla rotta europea, alla ricerca di una impossibile collocazione politica ed economica fuori dal contesto dell’UE.

Luglio 2019

Accordo economico tra UE e Mercosur

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