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SCONTRO IN EUROPA SUL CARBONE

L’Unione Europea ha lanciato un piano energetico che prevede per il 2050 l’abbandono di ogni combustibile fossile. Si tratta di una svolta che vede impegnati soprattutto i paesi che fino ad oggi si sono serviti del carbone, a partire dalla stessa Germania che ha deciso di chiudere entro il 2030 le miniere ancora aperte. Ma ad Est vi è un paese, la Polonia, che possiede grossi giacimenti di carbone e che ha dichiarato di poter chiudere quelli ancora in funzione solo nel 2050 sollevando le proteste degli altri paesi confinanti. Soprattutto la miniera di Turow continua a creare tensione tra Valsavia e i paesi confinanti, come la Germania e la Repubblica Ceca che a marzo ha annunciato di voler portare la Polonia innanzi alla Corte di Giustizia UE per chiedere la chiusura della miniera. Non capita spesso che un Paese denunci l’esecutivo di un altro Stato membro e che a farlo sia un alleato del gruppo Visegràd.  Il Governo di Praga non si limita ad ostacolare l’estensione dell’attività di una miniera di lignite che è stata in funzione da quasi cento anni ma vuole anche che la Corte di Giustizia Europea ne ordini la sua chiusura. Sia la comunità ceca che quella tedesca, che vivono in quella zona lamentano livelli pericolosi di inquinamento atmosferico e acustico, oltre a prosciugare le riserve d’acqua della falda freatica che corre tutta lungo il confine. Martedì 30 marzo il Parlamento polacco ha discusso della causa promossa dalla Repubblica Ceca: il vice ministro del Patrimonio statale ha ribadito che il complesso di Turow ha un’importanza fondamentale nel sistema energetico polacco in quanto fornisce elettricità a 2,3 milioni di famiglie.

Nelle scorse settimane gli attivisti di GreenPeace hanno protestato nella zona mineraria chiedendo al governo polacco di abbandonare il carbone entro il 2030 ma il governo polacco ha dichiarato che un piano di chiusura potrà essere avviato solo nel 2044.

Nel 2019 la centrale elettrica di Turow ha pompato nell’atmosfera ben 5,5 milioni di tonnellate di CO2, rendendola la quinta fonte di emissione di gas serra in Polonia: inoltre, le regole europee sugli aiuti di Stato impediscono di fornire sostegno alle centrali a carbone in difficoltà. Il 78% dei polacchi concorda sul fatto che la crisi climatica richiede un’azione urgente anche se molte comunità temono che un futuro senza carbone possa essere più incerto e aumentare anche la disoccupazione.

Il governo polacco per il momento si è impegnato a far sì che entro il 2030 il carbone rappresenti al massimo il 56% dell’elettricità al posto del 70% attuale e che le rinnovabili arrivino al 23%. Inoltre, sempre secondo i piani di Varsavia entro il 2043 verranno costruite 6 centrali nucleari di ultima generazione. L’obiettivo di Varsavia dunque resta molto lontano da quello previsto dall’UE. Ancora più grave è il fatto che abbia in progetto di costruire sei nuove centrali nucleari quando l’UE ha deciso di chiudere al più presto anche le centrali atomiche per far posto a forme di energia rinnovabili. Una mossa quella polacca che continuerà ad alimentare le divisioni in seno all’UE preoccupata soprattutto, nel caso di nuovi impianti atomici, di trasferire il rischio semplicemente dal carbone al combustibile atomico dimenticando che l’ultimo incidente atomico quello di Chernobyl è ben lontano dal ritenersi chiuso: una ipotesi di un nuovo incidente potrebbe effettivamente creare un inquinamento atmosferico irreversibile che avrebbe conseguenze incalcolabili per la vita umana. Bisogna dunque che l’UE vari un piano che preveda finanziamenti per quei paesi che rinunceranno a forme di energia così inquinanti sostenendo sul piano finanziario gli sforzi dei singoli paesi.

Sappiamo bene che i paesi in via di sviluppo, ma anche quelli che hanno utilizzato fino a ieri l’energia fossile, sono ben lontani dal prendere una decisione in tal senso: basti pensare alla Cina ma anche agli USA e qui in Europa ricordare che la Francia e la Gran Bretagna sono ancora gran produttori di energia fossile.

Aprile 2021

Scontro in Europa sul carbone

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